Diagnostica

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Uno degli sforzi costanti dell’AIED, insieme all’attenzione agli aspetti socio-politici e alla qualità del rapporto medico-paziente all’interno dei suoi consultori, è stato quello di mantenersi al passo con i sempre più veloci progressi tecnologici nel campo della diagnostica.
Strumentazioni e macchinari aggiornati significano diagnosi più accurate e prevenzione più efficace.

É per questo che l’AIED è in grado oggi di offrire alla propria utenza la possibilità di effettuare gran parte degli approfondimenti diagnostici necessari all’interno delle proprie strutture, potendo contare sull’affidabilità dei risultati e sull’abbattimento dei tempi di attesa per i seguenti esami:

 

SERVIZI OFFERTI DALLE DIVERSE SEDI AIED IN AMBITO DI DIAGNOSTICA
Clicca nella seguente lista sul servizio di tuo interesse per vedere in quali sedi AIED è offerto.


PAP TEST E THIN PREP



Il Pap test è un esame semplice e molto efficace nella prevenzione dei tumori della cervice uterina.
Per eseguirlo, il ginecologo preleva delle cellule dal collo dell’utero, le striscia e le fissa su un vetrino, che viene spedito ad un laboratorio di citopatologia, dove citologi professionisti lo esaminano per individuare eventuali cellule precancerose o altri segni sospetti. Tale identificazione precoce consente di approfondire la diagnosi e, quando necessario, di trattare la malattia prima che si sviluppi.

La diffusione del Pap Test ha ridotto notevolmente la mortalità per cancro cervicale, è possibile oggi avvalersi di moderne tecnologie per rendere quest’esame ancora più efficace e sicuro.
Il ThinPrep Pap Test migliora significativamente la qualità e la rappresentatività del vetrino preparato dal ginecologo; con il metodo tradizionale soltanto una parte delle cellule prelevate vengono strisciate sul vetrino, mentre il resto viene gettato via insieme allo strumento per il prelievo.
Una volta effettuato il prelievo, il ginecologo introduce le cellule in un liquido di conservazione, invece di fissarle sul vetrino; questo evita di farle “aggregare” disordinatamente.
Inoltre, in tal modo il medico conserva pressoché tutto il materiale prelevato, al contrario di quanto succede con il metodo tradizionale.
Il boccettino contenente il prelievo viene inviato al laboratorio, dove una macchina separa automaticamente le cellule dal materiale non necessario ed interferente, come sangue e muco in eccesso. Un campione rappresentativo di cellule viene trasferito sul vetrino, che appare così pulito e libero da strati di materiale sovrapposto, consentendo un esame più accurato delle cellule del collo dell’utero.

Nel caso in cui il risultato non sia negativo occorre consultare il ginecologo, il quale effettuerà dei test di approfondimento e se necessario prescriverà la terapia appropriata.
È importante ricordare che, se identificato precocemente, il cancro della cervice uterina è curabile.
Per questo motivo, il Pap Test, o il ThinPrep Pap Test, va eseguito con regolarità.


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ESAME CITOLOGICO ENDOMETRIALE


Studio delle cellule dell’endometrio per la prevenzione dei tumori.
Il campione di cellule si può ottenere con vari tipi di sonde o cannule da inserire all’interno dell’utero. L’esame è di esecuzione ambulatoriale e in genere non richiede anestesia, essendo ben sopportato. Come esame di screening non è consigliabile, mentre è utile per seguire l’evoluzione di patologie già diagnosticate.


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TAMPONE VAGINALE E STRISCIO BATTERIOLOGICO



COLPOSCOPIA / VIDEOCOLPOSCOPIA


Esame che serve a controllare la cervice uterina, le pareti vaginali ed i genitali esterni.
L’esame si esegue con il colposcopio, strumento munito di una sorgente luminosa e di un sistema di ingrandimento. Lo strumento permette di verificare, con lo sguardo diretto del medico, la presenza o meno di eventuali alterazioni non diagnosticabili alla semplice ispezione ad occhio nudo e di individuare la sede per eventuali biopsie. È un esame indolore, che può comportare al massimo un leggero fastidio.


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VULVOSCOPIA


É un esame che studia con il colposcopio i genitali esterni ed il perineo. E’ utile per individuare numerose lesioni (infettive, flogistiche, degenerative, neoplastiche ecc.) identificandone esattamente la sede, l’estensione e permettendo eventuali biopsie mirate. Si tratta di un esame assolutamente indolore che non richiede neppure l’introduzione dello speculum.


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ISTEROSCOPIA


L’isteroscopia consente di visualizzare l’interno della cavità uterina, attraverso uno strumento chiamato isteroscopio.
Questo è un tubo rigido e sottile (diametro = 4-5 mm) dotato di fibre ottiche, attraverso le quali viaggia la luce, che viene introdotto all’interno dell’utero, attraverso la vagina ed il canale cervicale. La cavità uterina, normalmente virtuale, viene distesa con un mezzo gassoso o liquido al fine di permettere la visione delle sue pareti e studiarne le caratteristiche.
Nel caso di isteroscopia operatoria si possono introdurre strumenti miniaturizzati, per eventuali biopsie o asportazione di neoformazioni. Al termine dell’intervento, l’isteroscopio è rimosso e il mezzo di distensione refluisce dalla cavità uterina che ritorna alle dimensioni iniziali. Non sono necessari punti di sutura o medicazioni.
L’isteroscopia diagnostica dura pochi minuti, non causa disturbi particolari e la paziente riprende rapidamente le proprie attività. In alcuni casi può avvertire un lieve indolenzimento dell’addome e in altri un lieve dolore alla spalla, dovuto al passaggio del gas attraverso le tube.
Quella operativa può durare anche 30-60 minuti, secondo la complessità dell’intervento, e viene effettuata in anestesia.


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MICROCOLPOSCOPIA


La microcolposcopia, mediante uno specifico apparecchio, il microcolpoisteroscopio di Hamou, consente di individuare le cellule anomale direttamente sul collo dell’utero e, soprattutto nel canale cervicale, zona inaccessibile alla normale colposcopia.
Trova quindi indicazione quando dal Pap Test e/o dalla colposcopia non si riesca a definire bene una lesione e quando si sospetti la presenza di cellule anomale all’interno del canale cervicale. L’apparecchio permette ingrandimenti da 1 a 150 volte. Quindi si ha una visione che va da quella di un normale colposcopio a quella di un microscopio ottico.


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ESAME ISTOLOGICO: PORTIO / ENDOMETRIO


Mediante l’esame istologico si osserva al microscopio un campione di tessuto, detto biopsia, prelevato dal collo dell’utero o dalla mucosa che riveste la cavità uterina.
Il prelievo viene posto su un vetrino e analizzato al microscopio dall’anatomo-patologo, uno specialista che è in grado di identificare se le cellule osservate hanno caratteristiche tumorali.


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DIATERMOCOAGULAZIONE E CHIRURGIA A RADIOFREQUENZA


La diatermocoagulazione è impiegata per distruggere i tessuti patologici, infiammatori cronici o neoplastici in diverse sedi.
Particolarmente frequente è l’impiego della diatermocoagulazione nelle affezioni della portio, per asportare l’area di tessuto alterato che circonda l’orifizio del canale cervicale, e in numerose malattie della pelle come nevi e verruche, oppure nel caso dei condilomi acuminati. La corrente elettrica ad alta frequenza applicata sui tessuti provoca una lesione simile ad un’ustione, che guarisce però piuttosto rapidamente, perché la stessa diatermocoagulazione provoca la sterilizzazione della ferita. La zona cauterizzata viene ricoperta da un’escara, cioè da una crosta secca, sotto la quale si sviluppa del tessuto perfettamente sano.
Quando l’intervento è eseguito su zone non molto sensibili, come il collo dell’utero, si può evitare l’anestesia.
Nel periodo successivo all’intervento, è necessario seguire qualche precauzione: per favorire la guarigione della zona trattata è necessario non asportare l’escara, ma lasciare che guarisca da sola. É importante evitare i rapporti sessuali per circa un mese, il tempo necessario perché l’escara guarisca.


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TIPIZZAZIONE HPV



ECOGRAFIA PELVICA – ECOGRAFIA ENDOVAGINALE


Si esegue con l’ecografo che è uno strumento che funziona attraverso una sonda che produce un fascio di ultrasuoni. La sonda viene appoggiata sulla pelle in corrispondenza della pelvi o inserita per via vaginale; gli ultrasuoni emessi arrivano all’organo, tornano indietro e formano una immagine sul video. Questo permette di visualizzare e studiare la morfologia dell’apparato genitale e le sue eventuali anomalie. L’ecografia è innocua e del tutto indolore.


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BIOPSIA PORTIO



SONOISTEROGRAFIA


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DIAGNOSI E TERAPIA DELLA DISFUNZIONE ERETTILE E DEI DISTURBI DELL’EIACULAZIONE


Sono moltissimi gli uomini che oggi chiedono aiuto per delle difficoltà di erezione o di controllo dell’eiaculazione, ad esempio quando è troppo precoce nel rapporto sessuale.
Gli andrologi dell’AIED, avvalendosi quando necessario di esami strumentali, si propongono di trovare insieme al paziente la causa di questi disturbi, sia essa su base psicologica o organica o mista. Posta la diagnosi viene impostato un programma terapeutico, che può utilizzare tanto i farmaci quanto un supporto di consulenza, strategia comportamentale o terapia sessuologica.


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DOPPLER DEI VASI DEL PENE BASALE E DINAMICO


É lo studio della circolazione del pene, per il quale si utilizza anche un test farmacologico per ottenere una vasodilatazione del tessuto erettile.
É molto utile nella diagnosi della disfunzione erettile su base circolatoria.


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ECOGRAFIA TESTICOLARE – ECOGRAFIA PENIENA


É l’utilizzo degli ultrasuoni per diagnosticare le più importanti patologie del testicolo (tumori, formazioni cistiche, stati infiammatori) e del pene (incurvamenti congenito o acquisiti, Induratio Penis Plastica).


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ECOGRAFIA VESCICO-PROSTATICA, SOVRA-PUBICA E TRANS-RETTALE


La prima studia a vescica piena la presenza di calcoli o papillomi (piccoli tumori vescicali) nel viscere, valuta lo stato delle sue pareti e la sua capacità di svuotamento. studia la prostata nei suoi caratteri generali: le dimensioni, la sporgenza in vescica, la struttura.
La seconda studia con molto maggior dettaglio le caratteristiche della prostata, essendo in grado soprattutto di evidenziare eventuali aree sospette per tumore.


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esame del liquido seminale (spermiogramma)


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Spermiocoltura


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Tampone uretrali e ricerca micoplasma su liquido seminale



Test di preparazione del liquido seminale per l’inseminazione intrauterina


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Swelling test


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ECOGRAFIA OSTETRICA


L’ecografia è un esame non invasivo e sicuro sia per la madre che per il feto. Nel primo trimestre permette di: datare esattamente l’epoca di gravidanza; verificare la vitalità dell’embrione; evidenziare eventuali eventi patologici (minacce d’aborto). La misurazione della cute nella regione posteriore del collo effettuata fra la 11ª e la 14ª settimana consente di avere una stima del rischio di sindrome di Down e altre patologie cromosomiche. Nel secondo trimestre, attorno alla 20° settimana di effettua l’ecografia morfologica, mediante la quale viene visualizzata e descritta l’anatomia del nascituro, il corretto accrescimento fetale, le caratteristiche della placenta e la quantità del liquido amniotico. L’ecografia del terzo trimestre, associata alla flussimetria, valuta l’accrescimento ed il benessere fetale e dà una approssimazione rispetto al peso raggiunto dal bambino.


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ECOGRAFIA OSTETRICA CON FLUSSIMETRIA DOPPLER


Associata all’ecografia del terzo trimestre è la flussimetria doppler, un esame che permette di stabilire se gli scambi di sostanze nutritive e di ossigeno tra madre e bambino attraverso la placenta sono adeguati alle necessità del feto. La valutazione del flusso sanguigno nei vasi materni e fetali consente, attraverso appositi parametri, di attestare il benessere fetale o svelare una iniziale sofferenza.


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ECOGRAFIA CARDIOFETALE


L’esame permette di diagnosticare la presenza di cardiopatie congenite nel feto e di valutare la funzione cardiaca, che è indicatore del benessere fetale.
Si può eseguire dalla 20ma settimana fino al termine della gravidanza, per monitorizzare l’evoluzione delle cardiopatie, e/o le aritmie fetali.
L’esame ecocardiografico fetale può essere effettuato ambulatorialmente e richiede circa 20-30 minuti. L’esame è assolutamente non pericoloso e non doloroso, sia per la mamma che per il feto.
Come si esegue:
È un esame di facile esecuzione che fornisce notizie utili sull’anatomia e sulla funzione del cuore.
Non è invasivo, né utilizza raggi, ma onde sonore chiamate ultrasuoni, con una tecnica analoga a quella di una normale ecografia. A differenza delle radiazioni che possono creare lesioni nelle cellule umane, gli ultrasuoni non sono dannosi.
Questa caratteristica rende l’ecocardiografia la metodica ideale in tutte quelle condizioni in cui è necessario ripetere un esame in tempi ravvicinati e per controllare nel tempo l’evoluzione di malattie cardiache.


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AMNIOCENTESI


L’amniocentesi consiste nel prelievo per via trancutanea, da effettuare attorno alla 16ª settimana, di una piccola quantità di liquido amniotico.
Tramite l’ecografia si valutano l’età e la posizione del feto, la sede della placenta e la quantità di liquido amniotico. Successivamente si procede inserendo un ago nel sacco amniotico, attraversando sia la parete dell’addome che quella dell’utero, evitando naturalmente di danneggiare il feto e la placenta. Si prelevano circa 20 ml di liquido amniotico che viene depositato in provette idonee per la successiva analisi biochimica.
L’intervento non richiede solitamente l’anestesia, se non nei casi di eccessiva ansia, e dura all’incirca 20 minuti.

Nel liquido amniotico è possibile reperire alcune cellule fetali. L’analisi dei cromosomi di tali cellule permette di diagnosticare precocemente il sesso e numerose anomalie cromosomiche congenite o acquisite che comparirebbero alla nascita sotto forma di svariate malattie. L’amniocentesi può così individuare anomalie fetali (per esempio la sindrome di Down) o alcune anomalie cromosomiche, i disturbi legati al sesso (come l’emofilia), certe malattie metaboliche e infine le anomalie legate allo sviluppo (come la spina bifida).
In alcuni casi è impiegata anche per valutare alcuni disturbi dell’embrione come la malattia emolitica del neonato e la sindrome di sofferenza respiratoria.

L’amniocentesi è semplice e indolore, tuttavia sia per l’elevato costo, sia per il rischio seppur minimo per la madre e per il feto, si riserva a casi selezionati:
- le pazienti in gravidanza di età superiore ai 35 anni;
- coppie che abbiano già figli affetti da anomalie cromosomiche;
- presenza di anomalie cromosomiche in uno dei genitori;
- presenza di Sindrome di Down o di altre anomalie cromosomiche in un parente stretto di uno dei genitori;
- indice di rischio elevato evidenziato dal bi-test o dal tri-test;
- anomalie fetali riscontrate ecograficamente.

Se l’esito dell’amniocentesi precoce è sfavorevole, soprattutto nei casi in cui viene obbligatoriamente prescritta per evitare possibili complicazioni al nascituro (per esempio precedenti malattie in ambito familiare di tipo cromosomico, genetico o malformativo oppure incompatibilità tra madre ed embrione), si può procedere con l’aborto terapeutico.


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DIAGNOSI PRECOCE DELLA GRAVIDANZA


I test biochimici si basano sulla rilevazione della gonadotropina corionica (HCG) che è l’ormone prodotto dalla placenta fin dalle sue primissime fasi, cioè subito dopo l’impianto nell’utero dell’ovulo fecondato, circa una settimana dopo il concepimento.
La gonadotropina corionica (HCG) può essere dosata nelle urine o nel sangue della gestante usando dei reagenti particolari.
I kit “casalinghi”, venduti in farmacia per eseguire il test di gravidanza sulle urine, sono già sufficientemente sensibili, seguendo accuratamente le modalità d’uso, quando una donna si accorge della mancanza mestruale. Addirittura sarebbero già sufficientemente sensibili anche diversi giorni prima della mestruazione attesa.

I test di laboratorio, eseguiti sul sangue materno, ancora più sensibili, sono da riservare a particolari casi clinici (diagnosi differenziale tra aborto interno e ritardo del concepimento, sospetto di gravidanza extrauterina) che verranno indicati dallo specialista.


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CARDIOTOCOGRAFIA (monitoraggio a termine di gravidanza)


La cardiotocografia consente di monitorare la frequenza cardiaca fetale e le contrazioni uterine. A tale scopo si utilizza un’apparecchiatura chiamata cardiotocografo, dotato di due sonde che vengono poste sul ventre materno: la prima è un rilevatore ad ultrasuoni del battito cardiaco, la seconda è costituita da un misuratore meccanico delle contrazioni uterine. Entrambe le sonde vengono fissate all’addome materno mediante fasce elastiche. I dati relativi alla frequenza cardiaca fetale e alle contrazioni uterine, captati dai rilevatori, vengono elaborati e tradotti in tracciati stampati.

La cardiotocografia è una tecnica completamente indolore e priva di rischi, sia per la mamma che per il feto; in genere dura circa 30 minuti.
Negli ultimi giorni di gravidanza (a partire dalla 38ª settimana di gestazione), la cardiotocografia rientra nelle indagini di routine; viene infatti svolta ambulatorialmente allo scopo di rilevare eventuali contrazioni uterine preparatorie, e controllare la normalità del battito fetale.

Durante il travaglio, il monitoraggio cardiotocografico permette di controllare se il bambino resiste bene allo stress indotto dalle contrazioni uterine, cogliendo sul nascere eventuali complicazioni.


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DIAGNOSI PRENATALE


Circa il 3% dei neonati è affetto da una malattia o anomalia congenita.
In molti casi questa può essere prevista, diagnosticata, trattata o prevenuta attraverso la conoscenza e l’identificazione dei fattori di rischio che ne sono alla base e l’adozione di opportune tecniche d’indagine.
La diagnosi prenatale comprende appunto l’insieme delle procedure che permettono di riconoscere o escludere la presenza nel feto di anomalie congenite.
Tali procedure possono essere sostanziosamente divise in:
- tecniche dirette di prelievo di campioni biologici fetali, come l’amniocentesi e la biopsia dei villi coriali (villocentesi o CVS), che consentono di ottenere cellule del feto sulle quali effettuare analisi cromosomiche ed eventualmente anche studi biochimici e sul DNA;

- tecniche di diagnostica per immagini, come l’ecografia, che possono evidenziare malformazioni strutturali del feto. Il corretto impiego di queste tecniche richiede ovviamente la conoscenza delle loro indicazioni, dell’epoca di effettuazione, dei rischi e dei limiti.


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Translucenza nucale


Consiste nella valutazione dello spessore dei tessuti della regione posteriore del collo fetale compreso tra la colonna vertebrale e la cute. Questo esame si esegue tra la 11° e la 14° settimana di gravidanza.


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Ultrascreening / Duo Test e Ultra-Test


Questi test si basano su un esame ultrasonografico e un prelievo di sangue effettuati tra la 11° e la 13°/14° settimana di gravidanza. Durante il controllo ecografico viene verificata la vitalità dell’embrione e l’assenza di gravi malformazioni evidenziabili in quest’epoca. Viene quindi valutata l’epoca
gestazionale e misurata la translucenza nucale, una zona evidenziabile ecograficamente compresa tra la cute e la colonna cervicale del feto. Maggiore è la misura di questo spazio, maggiore è il rischio di cromosomopatie.
Nel campione di sangue, invece, si misura la quantità di due sostanze denominate Free-Beta HCG e PAPP-A (plasma proteina A associata alla gravidanza), che sono presenti in tutte le gravidanze. Nella maggioranza dei casi anomali queste sostanze sono presenti in quantità alterata.
Il risultato del test biochimico viene combinato, attraverso un particolare software, con quello dell’esame ecografico per formulare il rischio specifico per la sindrome di Down e la Trisomia 18. Se dal test risulta una percentuale di rischio superiore alla “soglia” critica (1:300) si rendono necessari accertamenti diretti come la villocentesi o l’amniocentesi.


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Ecografia morfologica


Lo studio ecografico morfologico comprende un attento esame ecografico delle principali caratteristiche anatomiche fetali, eseguito in genere tra la 19° e la 22° settimana, alla ricerca di eventuali segni di malformazioni congenite strutturali. Tale studio viene comunemente integrato da misurazioni dei
principali indici biometrici cefalici, addominali e degli arti, e da analisi flussimetriche dei vasi uterini e ombelicali. Se eseguito da un operatore con sufficiente esperienza tale esame può permettere il rilievo o l’esclusione della grande maggioranza delle principali malformazioni. Va tenuto ovviamente presente che lo studio morfologico non sostituisce le tecniche dirette di diagnosi prenatale per quanto riguarda la diagnostica delle anomalie cromosomiche o geniche, né che il riscontro di caratteristiche anatomiche normali garantisce in assoluto la normalità del feto, sia per la possibilità che difetti minori sfuggano all’esame sia per l’impossibilità di riconoscere con l’ecografia eventuali danni funzionali anche gravi. L’eccessiva obesità, o un tessuto adiposo scarsamente penetrabile dagli ultrasuoni, riduce le possibilità diagnostiche dell’esame ecografico.


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STEREOMICROSCOPIA DI SUPERFICIE EPILUMINESCENZA (mappatura ed asportazione dei nei)


La stereomicroscopia di superficie a luce incidente (Epiluminescenza) è una tecnica non invasiva che permette lo studio delle lesioni pigmentate ed è in grado di evidenziare strutture specifiche delle lesioni altrimenti non visibili ad occhio nudo. Grazie alla proprietà della trasparenza della cute consente di studiare parametri morfologici equivalenti alla distribuzione dei pigmenti a livello dello strato basale. Consente di ingrandire l’immagine del nevo, è indolore , non ha controindicazioni, si può eseguire anche in gravidanza, non richiede anestesia. Questo esame è indispensabile per la diagnosi precoce del Melanoma e numerosi studi hanno suggerito che facilita la diagnosi delle lesioni pigmentate, riducendo la necessità di biopsie a scopo diagnostico.


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DIAGNOSTICA DELLE LESIONI PIGMENTATE



TRICOLOGIA


È possibile effettuare un accurato esame per le disfunzioni del cuoio capelluto (seborrea, forfora, dermatite seborroica, caduta dei capelli ed alopecie di varia origine).


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ECOGRAFIA INTERNISTICA (epato-biliare, renale e vescicale, pancreatica e splenica, addominale, ecc.)


É un esame ecografico che consente lo studio non invasivo dei principali organi addominali quali fegato, colecisti, vie biliari, pancreas, milza, reni e vescica.
L’esame deve essere preceduto da circa 8-9 ore di digiuno e preferibilmente da una dieta particolare da effettuarsi due giorni prima dell’esame.
Nei soggetti in sovrappeso, con spiccato meteorismo intestinale e con stipsi cronica è consigliato eseguire un clistere la sera prima.
Questa ecografia ci permette di studiare le dimensioni del fegato, i suoi margini esterni, la presenza di alterazioni nodulari solide o liquide e di patologie diffuse della ghiandola.
Inoltre lo studio della colecisti evidenzia o esclude la presenza di calcoli.
È inoltre di fondamentale importanza nel monitoraggio di patologie parenchimali croniche (epatiti, cirrosi) e nella diagnosi di neoplasie primarie e metastatiche.


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ECOGRAFIA RENALE


L’ecografia renale ci permette di visualizzare:
- presenza (agenesie) e localizzazione dei reni (in sede o ptosici);
- il volume (normale o ipoplasie);
- vie escretrici, calici e bacinetto (dalla modica dilatazione fino all’idronefrosi) e calcoli (di almeno 2 mm);
- parenchima (cisti, atrofie, neoplasie);
- malformazioni (uropatie ostruttive, doppio distretto);
- quadri infiammatori infettivi (pielonefriti, ascessi).
L’esame può essere richiesto in abbinamento con l’ecografia delle vie urinarie (uretere e vescica).
L’uretere normalmente non viene visualizzato. Esso si visualizza (ed in particolare il tratto del terzo superiore ed il tratto paravescicale) nei casi in cui sia presente una dilatazione (durante colica da calcolo ed in seguito a quadri ostruttivi malformativi e da ostruzione neoplastica).
L’esame non necessita di preparazione specifica. Tuttavia è consigliabile seguire la preparazione tipica per l’ecografia epatobiliare.


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ECOGRAFIA VESCICALE


L’esame si effettua con il paziente in posizione supina e a vescica piena. L’esame va completato con lo studio dopo minzione in modo da poter valutare anche il residuo vescicale.
La vescica esaminata in stato di distensione si presenta come una struttura nera (anecoide) situata nella pelvi anteriore. La parete in situazione di normalità appare ben definita ed appena visibile.
Possiamo evidenziare le seguenti alterazioni:
- patologie dell’uretere intramurale (litiasi, dilatazione ed ureterocele);
- cistiti (si può apprezzare un lieve ispessimento della parete sino alla presenza di coaguli intravescicali nelle forme emorragiche);
- diverticoli;

- papillomi.


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ECOGRAFIA PANCREATICA


A causa della sua posizione retroperitoneale ed alla eventuale presenza di meteorismo intestinale e del grasso omentale il pancreas è un organo difficile da esaminare.
L’ecografia è un metodo accurato nella valutazione della testa e del corpo pancreatico, molto meno affidabile per quanto riguarda la coda. Il paziente deve presentarsi a digiuno.
I quadri patologici che possiamo evidenziare sono principalmente:
- pancreatiti acute;
- pancreatiti croniche;
- pseudocisti;
- dilatazioni duttali;
- tumori.
L’esame in genere si effettua in abbinamento con l’ecografia epatobiliare.


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ECOGRAFIA SPLENICA


La milza ha una forma grossolanamente triangolare. Le sue dimensioni sono assai variabili e possono variare nell’arco di brevi periodi in seguito ad infezioni o ad altre patologie.
All’ecografia l’aspetto è omogeneo (simile al fegato).
L’esame è richiesto principalmente per le seguenti patologie:
- ipoplasia/aplasia e controlli dopo asportazione chirurgica (splenectomia);
- splenomegalie (primarie e secondarie);
- splenuncole (milza o milze accessorie);
- ematoma;
- ascesso;
- infarto;
- cisti;
- linfomi e/o patologie metastatiche.


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ECOGRAFIA DELLA TIROIDE


L’ecografia della tiroide è l’esame diagnostico per lo studio morfologico di questa ghiandola. Si basa sulla differente capacità dei tessuti di riflettere gli ultrasuoni emessi da una sonda elettrica.
L’ecografia tiroidea è un esame indolore, rapido (dura circa 10 minuti) e sicuro. Gli ultrasuoni, dotati di un’altissima frequenza, vengono emessi da una speciale sonda fatta scorrere lungo la regione anteriore del collo, preventivamente cosparso di una piccola quantità di gel e posizionato in iperestensione. Prima dell’esame non è richiesta alcuna preparazione particolare. L’indagine è assolutamente priva di rischi e senza alcuna controindicazione.
Più in particolare l’ecografia della tiroide si rivela particolarmente utile nel definire il volume della ghiandola, la presenza di processi infiammatori, l’eventuale presenza di noduli e le loro particolari caratteristiche. Associando la tecnica doppler all’ecografia è anche possibile studiare la vascolarizzazione della tiroide o di un singolo nodulo, traendone importanti informazioni circa la funzionalità e l’attività metabolica.
Viene inoltre utilizzata come supporto alla metodica di ago aspirato tiroideo ecoguidato, finalizzato ad un controllo citologico di noduli per completare la diagnosi, con particolare riguardo alla patologia neoplastica. La sonda ecografica serve in questo caso per guidare l’ago all’interno dei noduli tiroidei, in particolare quando si tratta di lesioni di piccole dimensioni e non palpabili.


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ECOGRAFIA MUSCOLO-SCHELETRICA – ECOGRAFIA DEI TESSUTI MOLLI


Tramite ecografia si può integrare la diagnosi di svariate patologie della pelle e del tessuto sottostante.
L’ecografia della cute e del tessuto sottocutaneo studia le alterazioni della pelle (noduli, infiammazioni, ecc.) e ricerca l’eventuale presenza di linfonodi (le strutture che producono i linfociti, globuli bianchi che svolgono un ruolo molto importante nel sistema immunitario) al collo, all’inguine, sotto le ascelle, ecc..
L’ecografia muscolo-scheletrica è in grado di rilevare la presenza di processi infiammatori acuti e cronici a carico di tendini (peritendiniti, tenosinoviti), borse (borsiti) e articolazioni (artriti) documentando versamenti, proliferazioni della membrana sinoviale, incrementi del flusso ematico nella medesima (valutazione con color Doppler) e di rilevare irregolarità nel profilo cartilagineo e osseo dei capi articolari (e.g. erosioni nel corso di artrite infiammatorie, osteofiti nell’osteoartrosi) più precocemente rispetto alla radiologia tradizionale.
L’approccio ecografico prevede scansioni longitudinali e trasversali che vengono effettuate lungo il decorso di muscoli, tendini, legamenti di cui è necessario conoscere il decorso, orientamento ed inserzione.
Le principali indicazioni all’ecografia muscolo scheletrica sono:
valutazione dei tendini, come le lesioni della cuffia dei rotatori, del tendine di Achille e dei legamenti della caviglia.
valutazione dei muscoli, nella patologia traumatica e tumorale.
presenza di sanguinamenti, ematomi e raccolte fluide localizzate nei muscoli, borse articolari e tessuti molli.


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MONITORAGGIO ECOGRAFICO DELL’OVULAZIONE


Il monitoraggio dell’ovulazione prevede una serie di ecografie, eseguite quotidianamente o a giorni alterni, dalla fine delle mestruazioni fino a ovulazione avvenuta. Le ecografie possono essere accompagnate da dosaggi ormonali dell’estradiolo (prima dell’ovulazione) e del progesterone (dopo l’ovulazione).
Dal punto di vista diagnostico permette di confermare la presenza o meno dell’ovulazione, mentre dal punto di vista terapeutico, consentendo di mirare i rapporti sessuali in corrispondenza della fase ovulatoria, incrementa le probabilità di ottenere una gravidanza.


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ESAME COMPUTERIZZATO DEL LIQUIDO SEMINALE


L’esame del liquido seminale è l’esame di base per valutare la fertilità maschile. L’esame del liquido seminale o spermiogramma si basa essenzialmente sulla valutazione di tre parametri:

  • Numero totale degli spermatozoi presenti nel campione esaminato
  • Tipo di Mobilità degli spermatozoi
  • Morfologia degli spermatozoi

Con l’esame standard è solo l’occhio umano che valuta le caratteristiche di “milioni” di elementi cellulari in movimento. Con quello computerizzato invece l’analisi del campione e’ affidata a personale specializzato che si avvale dell’ausilio di un sofisticato software in grado di elaborare accurati parametri cinetici. Le informazioni cosi’ elaborate, rendono l’esame computerizzato piu’ completo rispetto all’esame seminologico convenzionale.


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POST-COITAL TEST, TEST DI MIGRAZIONE NEMASPERMICA “IN VITRO”, ECC.


Il Post coital test valuta le caratteristiche del muco cervicale e la quantità e la vitalità degli spermatozoi presenti in esso a distanza di qualche ora da un rapporto sessuale. L’esame consente l’osservazione diretta, indolore e non invasiva dell’interazione tra il liquido seminale e il muco della donna.

Il prelievo è indolore e non ha controindicazioni, si esegue in ambulatorio mediante l’introduzione di un semplice speculum. I campioni vengono raccolti nel fondo della vagina, sulla superficie del collo dell’utero e nel canale cervicale.
Il periodo migliore per effettuare il test è quello ovulatorio ed il prelievo deve avvenire entro 2-4 ore da un rapporto sessuale.

Il risultato del test si basa sulla valutazione di alcune caratteristiche del muco (ph, quantità, aspetto e filanza) tramite uno specifico indice (indice di Hinsler) e della valutazione del numero e della motilità degli spermatozoi. Si ottengono così informazioni sulla recettività del muco cervicale e sulla capacità degli spermatozoi di progredire e sopravvivere nel muco.


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TEST BIOLOGICI


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TEST INFETTIVOLOGICI


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AGOASPIRATO ECOGUIDATO OVARICO / MAMMARIO / TIROIDEO


Consiste nell’aspirazione, attraverso un ago più o meno lungo e di calibro un po’ superiore a quello delle normali siringhe, di materiale biologico (fluidi dell’organismo contenenti cellule), che viene poi sottoposto ad adeguata preparazione e all’osservazione al microscopio.
L’agoaspirato serve a determinare la natura del materiale così prelevato: infiammatoria, infettiva o tumorale, ed in quest’ultimo caso se benigna o maligna. In genere si esegue durante l’ecografia, in modo da indirizzare con precisione il prelievo su formazioni visualizzate con l’esame ecografico (agoaspirato ecoguidato).
Il materiale prelevato viene poi adeguatamente preparato e inviato ai reparti di anatomia patologica.
E’ indicato nello studio di neoformazioni (noduli, cisti), specialmente se di consistenza molle o liquida, il cui materiale si presta meglio all’aspirazione con ago.
Può essere effettuato in diversi distretti.


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ECODOPPLER DEI VASI


L’Eco-Doppler dei vasi è una metodica diagnostica non invasiva, che viene utilizzata per analizzare arterie e vene.
Permette di valutare la morfologia dei vasi sanguigni, la loro pervietà, la presenza di malformazioni, restringimenti (stenosi) o occlusioni.
Inoltre, in presenza di problemi a carico dei vasi, consente generalmente anche di definirne la gravità e di fornire indicazioni alla terapia, che può essere medica o chirurgica a seconda dei casi.
Si tratta di un esame relativamente semplice, assolutamente non invasivo, di rapida esecuzione, poco costoso e i risultati sono immediatamente interpretabili. Inoltre è completamente privo di rischi e complicanze e può quindi essere ripetuto frequentemente, risultando utilissimo per valutare l’evoluzione di una particolare patologia o per i controlli dopo interventi chirurgici sui vasi.
Può essere utilizzato per studiare diversi distretti:
ECODOPPLER VASI EPIAORTICI
ECODOPPLER ARTI INFERIORI
ECODOPPLER ARTI SUPERIORI
ECODOPPLER VASI ADDOMINALI


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MAMMOGRAFIA DIGITALE (a basso dosaggio)


La mammografia è una metodica che utilizza le radiazioni ionizzanti (Raggi X). Si tratta, quindi, di un normale esame radiografico, che tuttavia viene eseguito con apparecchiature ‘dedicate’, realizzate cioè per il solo studio della mammella.
Questa particolarità ha consentito, grazie ai continui progressi tecnologici, di ottenere ottime immagini (radiografie) con dosi di radiazioni sempre minori. Per effettuare questa indagine è necessaria una moderata compressione del seno.
È preferibile eseguire l’esame tra il 6° ed il 12° giorno del ciclo mestruale (il 1° giorno corrisponde all’inizio della mestruazione), in quanto la mammella risulta meno congesta e meno dolente.


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AGOASPIRATO MAMMARIO


L’agoaspirato consiste in un prelievo di cellule (esame citologico) da eseguire sotto guida ecografica o radiologica, utilizzando un comune ago da siringa.
Non è necessaria l’anestesia locale che, anzi, potrebbe compromettere la buona riuscita del prelievo.


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AGOBIOPSIA MAMMARIA


Va eseguita con anestesia locale in regime ambulatoriale.
Disponiamo di diverse tecniche per effettuare questo tipo di prelievo:
- la “core needle biopsy” prevede l’impiego di un ago di calibro superiore al millimetro.
- la “biopsia chirurgica” è un intervento chirurgico vero e proprio, con incisione della cute e asportazione della lesione da esaminare.


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ECOGRAFIA MAMMARIA


L’ecografia della mammella è un comune esame ecografico che utilizza ultrasuoni. Si esegue con sonde ad elevata frequenza (da 7,5 a 13 MHz), possibilmente ricorrendo anche al colore power Doppler per una più completa valutazione sulla vascolarizzazione (presenza di vasi sanguigni) di eventuali noduli presenti.
L’esame viene eseguito a paziente supina, con il braccio corrispondente alla mammella da esplorare, piegato sulla testa. La mammella dev’essere esplorata in tutti i suoi settori e deve sempre essere associato lo studio dei cavi ascellari per valutare la struttura di eventuali linfonodi.


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MOC DEXA: COLONNA LOMBARE, FEMORE E TOTAL BODY


La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) é un esame diagnostico che consente la corretta determinazione quantitativa del contenuto di calcio nelle ossa.

La tecnica DEXA è considerata la più precisa ed affidabile per la valutazione del grado di osteopenia ed osteoporosi, erogando dosi molto contenute di RX a livello della Colonna Lombare, del Collo Femorale o dell’intero apparato scheletrico.

La MOC é un esame radiologico innocuo, rapido, non invasivo, facilmente ripetibile, che non prevede nessuna preparazione specifica e permette di eseguire controlli nel tempo, in modo da poter monitorare l’efficacia della terapia impiegata o le modificazioni spontanee della densità ossea.


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MORFOMETRIA VERTEBRALE


La Morfometria Vertebrale consiste nella misurazione delle altezze dei corpi vertebrali, fornendo una valutazione quantitativa, quindi oggettiva, delle deformità vertebrali. Le deformità vertebrali vengono definite fratture vertebrali quando la riduzione anche solo di una delle altezza del corpo vertebrale è maggiore del 20% rispetto alle vertebre sovra e sottostanti.
L’impiego della tecnica morfometrica consente di diagnosticare precocemente anche le fratture asintomatiche, che rappresentano circa 2/3 di tutte le fratture vertebrali.


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ELETTROCARDIOGRAMMA


L’Elettrocardiogramma (sigla: ECG) consiste nella rilevazione e rappresentazione grafica su carta o monitor delle correnti elettriche generate dal cuore durante la sua attività e rilevate sulle superficie corporea mediante elettrodi posti in punti ben precisi del torace e degli arti. La rappresentazione grafica corrisponde ai vari momenti dell’attività cardiaca ed avviene mediante l’elettrocardiografo.


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ECOCARDIOGRAFIA MONO E BI-DIMENSIONALE DOPPLER E COLOR-DOPPLER


L’esame valuta lo spessore e le dimensioni delle cavità cardiache e dell’aorta ascendente, per valutare la morfologia delle valvole cardiache ed il loro funzionamento, per lo studio delle malformazioni congenite, per individuare, tramite la cinesi ventricolare, zone sede di ischemia o di infarto.
Da quando il doppler cardiaco si è affiancato alla tradizionale ecocardiografia mono e bidimensionale si è resa possibile, oltre alla analisi della morfologia e del movimento delle varie strutture cardiache, anche il rilievo della velocità e della direzione del flusso ematico, rendendo disponibili informazioni sull’emodinamica intracardiaca.


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ELETTROCARDIOGRAMMA DINAMICO


L’esame Holter è una metodica che consente la registrazione continua dell’elettrocardiogramma per circa 24 ore, durante una comune giornata di abituali attività.
Questa tecnica consente di ottenere informazioni sull’attività elettrica del cuore non solo a riposo, ma anche in situazioni di stress sia fisico che emotivo, potendo così svelare e documentare una sofferenza ischemica del miocardio, altrimenti difficilmente accertabile.
Oltre a ciò l’esame Holter permette di studiare le aritmie cardiache, ossia le alterazioni della frequenza e della regolarità del battito cardiaco, e di classificarle per poter meglio prescrivere un trattamento terapeutico.
Infine, questo esame può essere prescritto dal medico per valutare l’efficacia della terapia farmacologica.


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MONITORAGGIO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA SECONDO HOLTER 24 ORE


La misurazione tradizionale della pressione arteriosa con lo sfigmomanometro (l’apparecchio a mercurio dotato di bracciale), effettuata dal medico nell’ambulatorio, è influenzata da numerosi fattori che rendono questa tecnica poco idonea a valutare con accuratezza il reale livello della pressione del paziente.
In questi ultimi anni è stato perfezionato un sistema non invasivo di monitoraggio automatico dinamico della pressione arteriosa, che è rapidamente diventato una tecnica ampiamente usata sia nella ricerca che nella pratica clinica. Innanzitutto, rispetto alla misurazione tradizionale – isolata e casuale – della pressione arteriosa, il monitoraggio dinamico fornisce un numero assai superiore di valori nell’arco delle 24 ore e, quindi, sia durante le ore diurne (di veglia e di attività quotidiana) che durante le ore notturne.
La registrazione automatica della pressione arteriosa per 24 ore consente dunque al medico:
a) di conoscere il profilo della pressione arteriosa sull’intero arco delle 24 ore;
b) di individuare i pazienti con “ipertensione da camice bianco” (cioè quei pazienti in cui la misurazione della pressione da parte del medico induce una sensazione di allarme ed un brusco rialzo pressorio);
c) di valutare l’efficacia e la durata d’azione dei farmaci anti-ipertensivi.


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ESAMI URODINAMICI


Si tratta di diverse indagini volte a studiare il comportamento dell’apparato urinario in diverse patologie, in particolare le varie forme di incontinenza. I principali comprendono:
Flussometria: è lo studio della relazione volume urina per unità di tempo. I parametri analizzati sono: la durata della minzione ed il residuo post-minzionale (la quantità di urina lasciata nella vescica dopo la minzione), il flusso massimo e la morfologia della curva.
Cistomanometria: è lo studio delle pressioni intravescicali durante il riempimento della vescica. Si verifica il tono della base vescicale, la sensibilità del detrusore, la reattività agli sforzi, la capacità della vescica, l’attività del detrusore durante la minzione.
Sfinterometria: è la misurazione delle pressioni dell’uretra a riposo e durante gli sforzi. Analizza la pressione di chiusura dell’uretra durante i tentativi di contrazione volontaria dello sfintere.


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Polipectomia


La polipectomia è una procedura medico-chirurgica volta all’asportazione di polipi del canale cervicale o dell’endometrio.


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GENITOSCOPIA


Consente la visualizzazione di eventuali lesioni a livello dell’organo genitale maschile.
La peniscopia è una sorta di colposcopia al maschile e lo strumento usato è anche in questo caso il colposcopio. É un esame assolutamente indolore, perché non richiede l’introduzione di alcuno strumento nelle vie genitali maschili: dopo aver applicato un liquido particolare sul pene, se ne esegue l’osservazione dall’esterno. La peniscopia è eseguita per la diagnosi delle malattie sessualmente trasmissibili nel partner maschile.


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